Com’è iniziata la vostra avventura/passione nel mondo del vino?
L’avventura di NILO nasce da un legame profondo con la terra di Contrada Buonanotte, tra Vasto e San Salvo, dove la nostra famiglia coltiva da generazioni. Siamo due fratelli che da poco hanno ripreso in mano l’azienda agricola di famiglia, spinti dal desiderio di portarla verso una nuova fase di crescita, qualità e sostenibilità. La passione per il vino è sbocciata nel tempo, unendo tradizione agricola e volontà di valorizzare un territorio unico, tra mare e collina. Abbiamo scelto di investire nella viticoltura biologica per produrre vini che siano autentici interpreti del nostro ambiente.
Quali sono i vostri valori e la filosofia che vi guidano quotidianamente?
Crediamo in un’agricoltura rispettosa della natura, sostenibile e rigenerativa. Per noi il vino è il frutto di un ecosistema vivo, in equilibrio, dove ogni scelta — dal suolo alla bottiglia — rispecchia un impegno etico. La nostra filosofia si basa su tre pilastri: autenticità, qualità e rispetto per il territorio. Stiamo affrontando una fase di riconversione agricola importante: una parte delle nostre vigne sta passando dal tradizionale tendone abruzzese all’impianto a filare, un cambiamento che per noi rappresenta un vero e proprio paradigma di qualità e meccanizzazione.
Che tipi di vini producete? Quali sono le vostre etichette principali?
Produciamo tre vini biologici che raccontano l’anima della nostra collina: il Montepulciano d’Abruzzo DOP, il Cerasuolo d’Abruzzo DOP e il Pecorino Terre d’Abruzzo IGP. Ogni etichetta rappresenta una diversa espressione del nostro terroir e della nostra visione agricola. Accanto al vino, siamo anche produttori di olio extravergine di oliva, altro grande protagonista del nostro paesaggio.
Seguite particolari tecniche di produzione che contraddistinguono i vostri vini?
Utilizziamo esclusivamente pratiche biologiche e promuoviamo la fertilità del suolo attraverso la concimazione organica e il sovescio. In cantina lavoriamo con fermentazioni spontanee, limitando al minimo gli interventi, per lasciare che sia l’uva a parlare. Inoltre, stiamo inserendo impianti di irrigazione a goccia nei nostri vigneti per ottimizzare l’uso dell’acqua, garantendo al contempo la salubrità delle uve anche in annate siccitose.
In che modo il terroir influenza i vostri vini?
Il nostro vigneto si trova su una collina affacciata sull’Adriatico, con una forte escursione termica e una ventilazione costante. Il terreno argilloso-calcareo e la vicinanza al mare conferiscono ai nostri vini una spiccata mineralità, freschezza e una componente aromatica distintiva. Il terroir non è solo ambiente, è identità, ed è ciò che cerchiamo di preservare e valorizzare con ogni nostra scelta agronomica.
Tradizione e innovazione: come bilanciate questi due aspetti?
Cerchiamo di innovare restando fedeli alle nostre radici. Utilizziamo tecniche agronomiche moderne, ma ispirate alla tradizione contadina. La riconversione da tendone a filare, l’introduzione dell’irrigazione a goccia e l’approccio biologico sono il segno di come la tradizione possa evolvere verso modelli più efficienti e qualitativi. In cantina preferiamo soluzioni a basso impatto, ma non rinunciamo a sperimentare, soprattutto per valorizzare al meglio i nostri vitigni autoctoni.
Ci sono nuove tecnologie o modalità che avete adottato di recente?
Oltre all’irrigazione a goccia e al monitoraggio climatico in vigneto, stiamo lavorando alla tracciabilità digitale delle nostre bottiglie per garantire trasparenza e connessione con il consumatore. L’obiettivo è combinare innovazione tecnologica e autenticità artigianale.
Offrite esperienze di degustazione in cantina?
Sì, apriamo le porte della nostra azienda per visite e degustazioni guidate, in un contesto immerso nella natura. Offriamo esperienze autentiche che raccontano la nostra filosofia produttiva e il legame con il territorio.
Come cercate di coinvolgere attivamente i visitatori?
Puntiamo su un’accoglienza genuina: passeggiate nei filari, racconti sul lavoro agricolo, assaggi accompagnati da prodotti locali. Il nostro obiettivo è far vivere un’esperienza che unisca vino, cultura e paesaggio. In futuro vogliamo integrare l’offerta con esperienze legate all’olio extravergine e alla biodiversità.
A che tipi di eventi partecipate?
Abbiamo partecipato con entusiasmo al Borgo diVino in tour, un evento che valorizza le piccole realtà vitivinicole e permette un contatto diretto con un pubblico curioso e appassionato.
Come reputate la vostra esperienza a Borgo diVino in tour?
L’esperienza è stata positiva: ci ha permesso di raccontarci, far degustare i nostri vini e conoscere altri produttori italiani. È un’occasione preziosa per promuovere territori meno noti ma ricchi di potenziale.
Come vedete le attuali tendenze del mercato del vino? Ci sono nuovi sviluppi che influenzano la vostra produzione o strategia di marketing?
Notiamo una crescente attenzione verso vini biologici, autentici e territoriali. Il consumatore è sempre più consapevole e cerca prodotti che abbiano una storia e un volto dietro l’etichetta. Questo ci stimola a comunicare meglio il nostro progetto e a puntare su canali diretti e digitali.
Quali sono i vostri progetti futuri? Ci sono nuove etichette, varietà di uva o iniziative che state pianificando?
Siamo all’inizio di un percorso che sarà ricco di novità e miglioramenti. Oltre alla riconversione dei vigneti e alla sperimentazione di nuove tecniche sostenibili, stiamo lavorando all’introduzione di una nuova etichetta da vitigni autoctoni in via di riscoperta. Vogliamo anche ampliare la nostra offerta enoturistica, integrando esperienze legate all’olio, alla biodiversità e alla didattica ambientale. Il nostro sogno è rendere NILO un punto di riferimento per il vino e l’olio biologico in Abruzzo.




