Per immergerci subito nella vostra realtà, ci raccontate come inizia la vostra storia e come si è evoluta fino a oggi?
Tutto ha avuto inizio negli anni ’50, quando il signor Biagio Di Girolamo cominciò a coltivare la vite nella terra di famiglia. Negli anni, la passione e la cura per la vigna nella famiglia Di Girolamo si sono consolidate, fino a raggiungere una superficie vitata di ben 120 ettari, oggi gestiti con grande dedizione da Nicola, pronipote di Biagio. Nel tempo, alla quantità e alla qualità si è aggiunta anche una grande varietà: produciamo principalmente vini da uve locali come Grillo, Inzolia, Catarratto, Nero D’Avola, Perricone e Zibibbo, ma anche da vitigni internazionali come il Syrah.
Una crescita importante, sempre nel rispetto di una “mission” molto precisa. Quali sono i valori su cui fondate il vostro lavoro?
I nostri pilastri sono tre: valorizzare la cultura siciliana, rispettare l’ambiente e mantenere un legame indissolubile con il territorio. La nostra mission principale, infatti, è quella di rappresentare vini biologici che siano fedeli al terroir e di esaltarli attraverso caratteristiche etichette legate alla nostra cultura. Pratichiamo una viticoltura biologica da vent’anni e, recentemente, tutti i nostri vini hanno conseguito anche l’attestazione Vegan. Inoltre, al rispetto per l’ambiente si unisce la nostra certificazione VIVA, il Programma del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che promuove la sostenibilità del comparto vitivinicolo italiano.
Avete accennato al legame tra le vostre etichette e la cultura siciliana. Come si traduce questo incontro visivamente e concettualmente?
Si traduce nella nostra linea di punta, che si chiama proprio Wine Art. È una linea che celebra l’incontro tra la letteratura siciliana e i vitigni autoctoni dell’isola. Infatti, sia i nomi che le etichette delle nostre bottiglie trovano ispirazione diretta nei capolavori e nei romanzi di autori immensi come Pirandello e Verga.
Un omaggio letterario meraviglioso. E per quanto riguarda il palcoscenico naturale in cui nascono questi vini? Come descrivereste il vostro terroir?
I vigneti di Baglio Diar si trovano in una posizione privilegiata, lungo la costa della Sicilia Occidentale, tra Trapani e Mazara del Vallo. Abbiamo terreni a medio impasto, posti a differenti altitudini, che godono di un clima mediterraneo capace di garantire la migliore espressione di ciascun vitigno. Il sole da noi è una presenza costante tutto l’anno: genera estati calde e inverni miti di breve durata, creando un microclima ideale per la vite. Queste temperature favorevoli, unite all’assenza di gelate, prevengono le malattie della pianta e agevolano una perfetta maturazione delle uve. Infine, l’azione mitigante del mare è fondamentale: la sua piacevole brezza attenua le alte temperature, aiuta a mantenere l’uva più sana e contribuisce a dare una straordinaria sapidità alle viti.
Un luogo così affascinante da attirare molti appassionati. Come vi organizzate per l’enoturismo?
L’accoglienza per noi è fondamentale. Nella nostra cantina di Marsala offriamo due diverse esperienze di degustazione. Stiamo lavorando per rendere l’enoturismo una realtà sempre più in crescita, anche grazie alle preziose collaborazioni locali e a una maggiore visibilità online.
Oltre a venirvi a trovare a Marsala, come interagite con il pubblico e dove è possibile degustare i vostri vini?
L’azienda mira a potenziare sempre di più il suo canale diretto. Lo facciamo attraverso un esclusivo Wine Club accessibile dal nostro sito ufficiale e, parallelamente, partecipando attivamente a fiere ed eventi B2C su tutto il territorio nazionale, come le tappe selezionate di Borgo DiVino.





