Bianchi Viticoltori: tradizione Toscana e passione di generazione in generazione

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Com’è nata la vostra passione per il vino e cosa vi ha spinto a trasformarla in un progetto familiare?

Tutto è iniziato in famiglia, tra le vigne. Fin da piccoli abbiamo respirato profumo di mosto e ascoltato i racconti di chi lavorava la terra con amore. Crescendo, è stato naturale voler continuare questa strada, con lo stesso spirito semplice ma sincero.

Quali sono i vostri valori e la filosofia che vi guidano quotidianamente?

Facciamo vino come ci piace berlo: buono, vero, senza fronzoli. Crediamo nel rispetto della terra, nella cura dei dettagli e nella gioia di condividerlo con gli altri. Cerchiamo ogni giorno di fare bene le cose, con onestà e passione.

Che tipi di vini producete? Quali sono le vostre etichette principali?

Ecco chi siamo, in bottiglia:

  • Sasso Colombino – un blend di Sangiovese (85 %) e Alicante Bouschet (15 %), dal carattere deciso e dal profumo intenso.
  • Montecavallo – mix equilibrato di Sangiovese, Cabernet e Alicante Bouschet (ciascuno 33 %), rosso strutturato, elegante e pieno.
  • Lanciotto – Sangiovese al 100 %, nasce da uve selezionate, affina per due anni in legno prima di esplodere nei sapori.

Seguite particolari tecniche di produzione che contraddistinguono i vostri vini?

Lavoriamo con metodi molto artigianali: raccolta a mano, vinificazione rispettosa e, soprattutto, nessuna fretta. Ogni bottiglia racconta una storia “slow” fatta di cura e passione.

In che modo il terroir influenza i vostri vini?

Le pietre grigio-chiaro del nostro terreno – quelle stesse che danno il nome al Sasso Colombino – insieme al clima toscano danno ai vini struttura, mineralità e quel carattere sincero che li rende unici.

Tradizione e innovazione: come bilanciate questi due aspetti?

Rispettiamo la tradizione familiare e il passato di chi ci ha preceduto, ma siamo anche curiosi. Cerchiamo costantemente modi migliori per coltivare e fare vino, senza tradire l’identità del nostro terroir.

Ci sono nuove tecnologie o modalità che avete adottato di recente?

Sì, abbiamo iniziato a usare sensori in vigna per capire meglio le piante e intervenire solo quando davvero serve. In cantina restiamo fedeli al metodo tradizionale, ma con occhi attenti all’efficienza e alla sostenibilità. E stiamo aumentando le esperienze per chi viene a trovarci: degustazioni raccontate direttamente “a casa nostra”.

Offrite esperienze di degustazione in cantina?

Sì, organizziamo degustazioni in cantina per chi vuole conoscere da vicino i nostri vini. È un momento conviviale in cui raccontiamo la nostra storia, il lavoro che c’è dietro ogni bottiglia e, naturalmente, facciamo assaggiare i nostri vini accompagnati da qualche prodotto tipico del territorio.

Come cercate di coinvolgere attivamente i visitatori?

Cerchiamo sempre di trasmettere la nostra passione, raccontando il vino con parole semplici ma sentite. Mostriamo la cantina, spieghiamo i passaggi, facciamo toccare con mano. E poi c’è il territorio: il vino si vive, non solo si assaggia.

A che tipi di eventi partecipate?

Partecipiamo a piccoli eventi locali e selezionati, dove c’è spazio per raccontare davvero il nostro vino e il nostro modo di lavorare. Non facciamo grandi fiere o manifestazioni su larga scala: la nostra principale forma di pubblicità è ancora il passaparola, che per noi vale più di qualsiasi campagna.

Come vedete le attuali tendenze del mercato del vino? Ci sono nuovi sviluppi che influenzano la vostra produzione o strategia di marketing?

C’è sempre più attenzione alla qualità, alla sostenibilità e ai vini “veri”, non costruiti. Questo ci rispecchia molto. Anche il contatto diretto con il consumatore sta diventando sempre più importante, e cerchiamo di esserci sia con l’enoturismo che online.

Quali sono i vostri progetti futuri? Ci sono nuove etichette, varietà di uva o iniziative che state pianificando?

Abbiamo in mente nuove idee, stiamo ragionando su una possibile nuova etichetta e su piccole produzioni sperimentali. E poi vogliamo investire ancora di più sull’accoglienza in cantina: ci piace far vivere il vino dove nasce, con chi lo ha fatto crescere.

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