Com’è iniziata la vostra avventura/passione nel mondo del vino?
Tra le colline della Val Bormida, nel cuore della Langa Astigiana, dal 2003 vegliamo su dieci ettari di vigneti, un microcosmo che accudiamo giorno dopo giorno con rispetto e tenerezza.
L’attenzione è sempre vigile, la cura paterna e caparbia: è così che proteggiamo il legame unico tra i nostri vini e questa piccola porzione di terra, incredibilmente vocata al Pinot Nero e all’Alta Langa.
Quali sono i vostri valori e la filosofia che vi guidano quotidianamente?
Solo dieci ettari, tutti accorpati: conosciamo tutto del nostro microcosmo e del suo microclima. Lo sorvegliamo quotidianamente, interpretiamo i segnali che ogni pianta ci manda e interveniamo subito con le lavorazioni più opportune.
Naturali, ogni volta che è possibile: per esempio sfogliamo di meno, per proteggere il grappolo dal sole eccessivo, oppure inerbiamo, per mantenere fermo il terreno ed evitare che frani.
Con il buon senso, quando occorrono interventi più mirati: ma solo se e solo quando è strettamente necessario per il benessere della vite, rispettando il suolo e il suo equilibrio.
Che tipi di vini producete? Quali sono le vostre etichette principali?
Pinot Nero e Chardonnay sono i due vitigni che hanno messo radici in questi terreni quasi un secolo fa: al nostro arrivo abbiamo trovato viti vecchie di almeno 80 anni.
Suolo, microclima e giuste pratiche – agricole ed enologiche – ci hanno permesso di recuperare due grandi tradizioni piemontesi e di produrre vini di grande grazia ed equilibrio, irriproducibili altrove.
Tutti i nostri vini sono millesimati.
Vogliamo che nella bottiglia si esprima al 100% la vendemmia: tutta l’unicità e l’autenticità dell’annata. Affinano in legno di rovere francese, tonneaux sempre di secondo o terzo passaggio, botti grandi.
- Natusia: Metodo classico
- Pentaris: Metodo classico
- Alta Langa: Blanc de Blancs
- Alta Langa: Rosè DOCG
- Alta Langa: Blanc de Noir DOCG
- Apertura: Pinot nero DOC
- Maxima: Pinot nero DOC
- Pinot nero: Pinot nero
Seguite particolari tecniche di produzione che contraddistinguono i vostri vini? In che modo il terroir influenza i vostri vini?
Vinificare il Pinot Nero è stata – ed è tuttora – una sfida: è un vitigno capriccioso e delicato, difficile da gestire, che risente molto dell’annata e del clima. Ma c’erano le condizioni giuste perché crescesse bene: un terreno sorprendentemente adatto, un microclima favorevole – fresco e con belle escursioni termiche tra il giorno e la notte.
Negli anni abbiamo messo in campo studio, applicazione, innovazione e ricerca: oggi sappiamo come prenderlo, in vigna e in cantina. Lo controlliamo a vista, costantemente, per vendemmiarlo al momento giusto, non appena raggiunge il perfetto equilibrio tra rotondità e acidità: così diventa un vino fresco ed elegante, dal tannino vellutato e morbido. Ma senza esilità: anzi, ha il carattere dei vini piemontesi più longevi, e un grande potenziale di invecchiamento.
Il suolo della Langa astigiana, leggero e relativamente poco fertile, in combinazione con il microclima ventilato è naturalmente vocato allo Chardonnay e al Pinot Nero.
Alterna marna e sabbia in proporzioni variabili, ed è proprio in questa variabilità che si gioca la nostra essenza.
Quì, marna e sabbia restituiscono queste quattro caratteristiche, alle quali si aggiunge la struttura data dall’argilla, essenziale per i nostri rossi. Ma di metro in metro, il suolo cambia: ogni radice è ottimizzata per il terreno che trova, così ogni clone esprime caratteristiche proprie e uniche, che valorizziamo in vigna con le giuste pratiche agricole, in cantina con la vinificazione separata.
Tradizione e innovazione: come bilanciate questi due aspetti?
Dalla Tradizione nasce la cultura dei popoli e dalla cultura dei popoli nascono le produzioni agroalimentari che ci caratterizzano. L’innovazione aiuta la produzione a migliorare il suo risultato qualitativo ed è fondamentale per la gestione della filiera produttiva.
Ci sono nuove tecnologie o modalità che avete adottato di recente?
Noi come azienda facciamo parte di un sistema di ricerca vitivinicola “wine reserch Time”, che studia, sia dal punto di vista vivaistico che produttivo, come migliorare tutti gli aspetti della filiera, che vanno dalla pianta con portainnesti resistenti alla siccità e nuove tecniche produttive atte a produrre vini più salubri. Noi come azienda abbiamo effettuato un impianto sperimentale con portainnesti resistenti alla siccità che guardano al cambiamento climatico.
Offrite esperienze di degustazione in cantina?
Si la nostra azienda offre diverse modalità di visita con degustazione consultabili sul nostro sito web.
Come cercate di coinvolgere attivamente i visitatori?
Attraverso la visita guidata in cantina con storytelling dell’Azienda e della produzione dell’intera gamma dei vini, con la loro degustazione che prevede anche l’abbinamento di prodotti del territorio studiati appositamente, attraverso anche la lettura e spiegazione di schede didattiche con il supporto di sommelier professionisti.
A che tipi di eventi partecipate?
Abbiamo partecipato per la prima volta a Borgo diVino in tour a Brisighella e parteciperemo anche alla tappa di Montaione.
Come reputate la vostra esperienza a Borgo diVino in tour?
Esperienza e stata molto positiva. Organizzazione ottima, vini raccolti in un magazzino e distribuiti al bisogno, ottima gestione degli spazi. In definitiva esperienza molto buona.
Come vedete le attuali tendenze del mercato del vino? Ci sono nuovi sviluppi che influenzano la vostra produzione o strategia di marketing?
Crediamo nel valore unico del legame tra ristorazione di qualità e le cantine del territorio. Un connubio che non è solo business, ma un potente motore di cultura enogastronomica. Questa sinergia è la linfa vitale dell’abbinamento cibo-vino, pilastro della nostra tradizione italiana e mediterranea, e un faro indispensabile per guidare le nuove generazioni alla scoperta delle esperienze più autentiche del nostro patrimonio.
L’attenzione è sempre più rivolta alla gestione agronomica in vigna, finalizzata ad affrontare l’evolversi del clima. Parallelamente, si osserva una chiara tendenza dei consumatori verso vini di maggiore bevibilità, caratterizzati da freschezza e leggerezza, senza tuttavia rinunciare all’espressione del territorio, alla sua identità e alla complessità di gusto. La nostra comunicazione si sviluppa su un doppio binario: l’immediatezza dell’esperienza diretta in cantina e la potenza narrativa dei canali digitali.
Uniamo l’autenticità delle degustazioni tra i vigneti alla capacità di raccontare la nostra storia e le nostre iniziative attraverso i social media, creando un ponte ideale tra il territorio e il suo pubblico.
Quali sono i vostri progetti futuri? Ci sono nuove etichette, varietà di uva o iniziative che state pianificando?
Con una gamma ormai completa, la nostra priorità si sposta dalla crescita quantitativa. L’obiettivo è consolidare e comunicare con forza l’identità unica del nostro stile, valorizzando i tratti distintivi per renderlo immediatamente riconoscibile e desiderabile.




