Dal primo sorso alla prima importazione: il mio viaggio nel vino portoghese

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Com’è iniziata la tua avventura nel mondo del vino portoghese?

Premetto che non sono un produttore, sono un importatore di vini (e gastronomia) esclusivamente dal Portogallo. Successe tutto nel 2017, quando, in vacanza con amici in Portogallo, un mio amico intenditore, provando e studiando i vini portoghesi che bevevamo, rimase stupefatto dalla varietà, qualità e distintività dei vini. Al tempo, io ne sapevo ben poco di vini, ma rimasi affascinato da questo mondo e dalla sua cultura. Scattò la molla e, quando tornai a casa, studiai l’argomento, arrivando a completare anche il corso da Sommelier AIS. Fu così che decisi di fondare la LUSITANIA VINI, la mia attività di import di vini e, ultimamente, anche di alcune specialità gastronomiche dal Portogallo. Spesso mi chiedono perché proprio i vini dal Portogallo. Semplice, sono portoghese!

Quali sono i vostri valori e la filosofia che vi guidano quotidianamente? 

Nella mia selezione di vini da importare, ho un occhio di riguardo ai vini Biologici e Biodinamici, se fatti bene. Curo al massimo l’aspetto della distintività dei vini che importo. Devono rappresentare senza compromessi il “terroir” da cui provengono, come se fossero la loro carta d’ identità. Devo percepire che i produttori provino un forte sentimento per i loro vini, come se fossero loro figli. E, come tali, che vengano curati al massimo in tutte le loro fasi, in vigna, nella vendemmia, in cantina e anche quando sono in bottiglia. Non mi interessano i vini fatti in stile “catena di montaggio”, uguali tutte le annate di vendemmia. E devo esser certo che il produttore sia il primo difensore del suo territorio, che ringrazia per quello che gli dà, lavorando anche per il suo bene. Quando si crea questa simbiosi di elementi, si possono avere vini bellissimi e distintivi.

Che tipi di vini producete? Quali sono le vostre etichette principali?

Importo vini provenienti da varie zone del Portogallo, e in futuro altre se ne aggiungeranno. Vi sono un po’ tutte le tipologie di vino, bianchi, rossi, rosè, spumanti e la leggenda dei vini fortificati, il Porto. Le tipicità principali sono date dal Vinho Verde, dagli spumanti della Bairrada Doc, dal vino in Anfora dell’Alentejo, dalla mineralità del Dao, dalla grandiosità dei vini Porto di Vieira de Sousa…. è bello il Portogallo, pur essendo piccolo in estensione, offre una varietà ben distinta di vini impressionante!

Seguite particolari tecniche di produzione che contraddistinguono i vostri vini? 

I produttori dai quali importo vino sono un perfetto equilibrio tra modernità e tradizione, per quello che ho potuto constatare. Svariati vini sono stati prodotti con la pressatura a piedi delle uve, che non è un fatto solo legato alla tradizione, ma è anche tutt’ora la metodologia meno invasiva per le uve stesse. A questo poi legano le più moderne tecniche enologiche, in fatto di attrezzature. Molti vini sono prodotti attraverso fermentazione spontanea, quindi non hanno una correzione del gusto o profumo dato dal lievito, eventualmente scelto per far partire la fermentazione. Vini veri del territorio insomma, e fatti benissimo.

In che modo il terroir influenza i vostri vini?

In questo il Portogallo è fortunato. Siamo circondati dall’Oceano Atlantico, che non è proprio una pozzetta d’acqua, ma un gigante ecosistema che influisce magnificamente sui vini, conferendo sempre sapidità. Un vino portoghese lo bevi sempre facilmente, anche se di annate vecchissime, austero. Grazie alla sua sapidità. Inoltre l’oceano riesce ancora a mantenere una buona stabilità climatica, diversamente da altre zone in Europa, e questo aiuta la viticoltura. Il Portogallo è anche un paese dove vi sono escursioni termiche piuttosto marcate. Ciò dona ai vini freschezza di beva, fissazione di aromi. E, cosa non da poco, molte vigne sono vecchie o vecchissime, alcune hanno anche 100 anni. Questo vuol dire bassa produzione, ma qualità altissima.

Come vedete le attuali tendenze del mercato del vino? Ci sono nuovi sviluppi che influenzano la vostra produzione o strategia di marketing?

Difficile dare una risposta, di questi tempi…. È avvilente che ci sia un crollo di consumi, ma però noto, attraverso eventi a cui partecipo, che esiste una potenzialità di risveglio. Quello che ci vuole è di dare una consapevolezza chiara di ciò che è un vino. Il suo legame al territorio, la sua storia, le sue implicazioni sociali locali, le sue influenze nella gastronomia. Unendo questo ad una cultura del gusto, che fa fornita e formata, si possono ottenere risultati straordinari.

Quali sono i vostri progetti futuri? Ci sono nuove etichette, varietà di uva o iniziative che state pianificando? 

Verranno inseriti nuovi produttori da zone diverse. Ma, soprattutto, verrà sviluppata la nuova attività di import di alcune eccellenze gastronomiche dal Portogallo. Vino chiama cibo, cibo chiama vino, l’uno avvalora l’altro e viceversa.

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