Se vi chiedessimo di descrivere l’anima di Palma Ivo con una sola parola o una brevissima frase, quale scegliereste?
Diremmo semplicemente una parola: familiarità.
Una parola che trasmette subito calore e accoglienza. Ma come ha preso vita questo vostro progetto vinicolo?
Il nostro progetto è nato in modo molto naturale, radicato nella nostra profonda cultura del cibo e nel forte legame che sentiamo con la nostra terra.
Quali sono, quindi, i pilastri e i valori su cui si fonda il vostro lavoro quotidiano?
Puntiamo tutto su concetti chiari ed essenziali: qualità, autenticità, biodinamia, lavoro manuale e, ovviamente, la ricerca del gusto.
Quali sono i vitigni su cui vi concentrate e quali etichette portate in bottiglia?
Ci concentriamo su tre varietà specifiche, che danno anche il nome alle nostre tre etichette: Sauvignon Blanc, Lagrein e Cabernet Franc.
Quali tecniche di produzione adottate?
Lavoriamo il vino in modo estremamente delicato, senza l’uso di pompe durante i travasi, proprio per riuscire a conservare al meglio tutti gli aromi naturali.
Quanto incide il territorio, il vostro specifico terroir, sul risultato che troviamo poi nel calice?
Il terroir è la caratteristica principale dei nostri vini. Attraverso un lavoro manuale rigoroso e i principi della biodinamia, cerchiamo proprio di sostenerlo ed esaltarlo. Gli aromi del vino vengono influenzati direttamente dal suolo, dall’esposizione del vigneto e dalle condizioni climatiche. È così che si evolve un gusto autentico, che mostra delle fisiologiche variazioni annuali. Per noi, ogni vino e ogni annata sono qualcosa di speciale che racconta una storia a sé.
Qual è il vostro approccio tra le antiche tradizioni e l’innovazione tecnologica?
Visto che siamo una cantina molto piccola e a conduzione familiare, continueremo ad adottare le tradizioni produttive della nostra cantina. Siamo fermamente convinti che la qualità del vino si ottenga principalmente con un lavoro rigoroso in vigneto. Durante il processo di vinificazione, preferiamo adottare metodi semplici e manuali per conservare gli aromi e la qualità intatti, riuscendo così a portare un gusto davvero autentico in bottiglia.
Come vi interfacciate con il pubblico, gli enoturisti e gli eventi di settore?
Per quanto riguarda l’accoglienza, organizziamo degustazioni su richiesta direttamente presso la nostra cantina, ma eseguiamo anche degustazioni in hotel o ristoranti per i turisti. Sul fronte degli eventi, non abbiamo ancora partecipato a molte manifestazioni, proprio perché siamo sul mercato da appena un anno e mezzo. Per questo motivo siamo davvero contenti di poter partecipare a Borgo diVino: sarà un’ottima occasione per presentare i nostri vini e promuovere la nostra idea di cultura del vino.
Per concludere, guardando al domani, quali sono i vostri progetti futuri?
I nostri obiettivi principali sono quelli di trattenere saldamente la nostra individualità e, in futuro, di creare un luogo fisico dove la cultura culinaria e la cultura del vino possano incontrarsi e fondersi.





