Irpinia nel calice: passione, territorio e futuro nel racconto del Consorzio Tutela Vini d’Irpinia

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Com’è nato il Consorzio Tutela Vini d’Irpinia e qual è stato il motore che ha spinto i produttori a unirsi in questo progetto?

Il Consorzio Tutela Vini d’Irpinia nasce nel 2003 grazie al contributo di diversi viticoltori e produttori di vino. Persone che ancora oggi fanno della loro passione per la viticoltura ed il loro territorio la spinta per continuare ad investire e produrre.

Quali sono i vostri valori e la filosofia che vi guidano quotidianamente? 

Amore e passione per il territorio. Obiettivo: crescita culturale che conduca ad una maggiore diffusione e visibilità delle nostre denominazioni. Amore del territorio che naturalmente implica un occhio rivolto alla sostenibilità ed alla conservazione dei nostri territori

Quali denominazioni rappresenta il Consorzio Tutela Vini d’Irpinia e quanti produttori ne fanno parte?

Siamo un consorzio, rappresentiamo circa 630 soci e 4 denominazioni Fiano di Avellino docg, Greco di Tufo docg, Taurasi docg e Irpinia doc.

Seguite particolari tecniche di produzione che contraddistinguono i vostri vini? 

Tecniche miste seconda del produttore e della sua filosofia produttiva.

In che modo il terroir influenza i vostri vini? 

In maniera sostanziale, l’Irpinia è famosa per le sue diverse specificità. Viticoltura di collina e dunque difficile esposizioni diverse che condizionano la crescita delle uve. Clima quasi di montagna, suoli vari e con forte componente vulcanica ad arricchire ulteriormente. Combinato tra vitigni e territorio che ci porta ad avere vendemmie tardive su quasi tutti i nostri vitigni.

Tradizione e innovazione: come bilanciate questi due aspetti? 

La viticoltura in Irpinia ha un’antica tradizione. Per anni aveva subito ritardi nello sviluppo e che insieme con altre regioni d’Italia sta vivendo il rinascimento della vitivinicoltura nazionale post crisi del metanolo. Gioco forza tradizione ed innovazione devono intercambiarsi per stare al passo con i tempi e poter conseguire risultati di qualità che il consumatore appassionato e non richiede.

Ci sono nuove tecnologie o modalità che avete adottato di recente?

Si diffondono, sempre più, nuove tecniche che riflettono evoluzione della tecnologia con controllo della temperatura, umidità e parametri vitali della pianta. 

Offrite esperienze di degustazione in cantina? 

Molte nostre aziende associate offrono degustazioni ed esperienze in cantina a diversi costi e modalità di fruizione.

Come cercate di coinvolgere attivamente i visitatori?

L’offerta è ampia, dalla semplice degustazione post visita, a tour in bici, percorsi di tracking e tante altre. 

A che tipi di eventi partecipate?

Abbiamo partecipato a diverse edizioni offrendo sempre i vini di diversi associati. 

Come reputate la vostra esperienza a Borgo diVino in tour? 

Non partecipiamo di persona ma cmq abbiamo ricevuto buoni feedback da i nostri riferimenti.

Come vedete le attuali tendenze del mercato del vino? Ci sono nuovi sviluppi che influenzano la vostra produzione o strategia di marketing?

Gli sviluppi sono tantissimi e ahime sembrano quasi tutti negativi, crisi dei consumi dovuti a tanti fattori, enorme e varia offerta di vino, questioni salutistiche, dazi. Occorre seriamente ragionare anche a nuove forme di promozione del vino che possano interessare le nuove generazione che sembrano lontanissime ad un uso modico e soprattutto culturalmente interessato.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Ci sono nuove etichette, varietà di uva o iniziative che state pianificando?  Come consorzio possiamo solo promuovere e valorizzare il patrimonio che abbiamo, spetta alle aziende creare nuove etichette e nuovi vini che aiutino lo sforzo comune.

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