Kairos: quando arte e territorio si fondono in un vino

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Quando e come è iniziata la vostra avventura nel mondo della produzione vinicola?

La nostra avventura nel mondo di produttori di vino nasce dalle nostre famiglie di agricoltori che da sempre hanno coltivato le viti. Da 20 anni sia io Michele che Francesco siamo tecnici e consulenti enologici in diverse cantine Siciliane e Calabresi, e da due anni dopo l’ incontro con Giovanna Colomba, pittrice, scultrice e artista poliedrica, abbiamo dato vita al nostro sogno che unisce la nostra “terza via” di fare vino all’ estro artistico di Giovanna Colomba.

Qual è la filosofia che guida la vostra produzione di vino?

La nostra filosofia è quella di produrre dei vini, seguendo la produzione di uva sin dalla potatura, e poi dopo la raccolta manuale, vinifichiamo con lievito indigeni senza l’ ausilio di coadiuvanti, mantenendo il controllo delle temperature.

Quante tipologie di vino producete e quali sono?

Produciamo 8 tipologie di vino:

  1. Attia: vino bianco fermo da uve insolia e chardonnay non filtrato.

  2. Ammia: vino rosso fermo da uva syrah non filtrato.

  3. Aurora: vino bianco fermo macerato da uve catarratto e grillo non filtrato.

  4. Tramonto: vino rosso fermo da uve nero d’Avola non filtrato.

  5. France’: vino bianco ancestrale frizzante da uve insolia e chardonnay non filtrato.

  6. Giose’: vino rosato ancestrale frizzante da uve perricone e catarratto non filtrato.

  7. Bolle: vino bianco spumante charmat extra dry da uve grillo e catarratto.

  8. Titi’: bevanda base vino spumante extra dry con aggiunta di arancia amara non filtrato.

Potete spiegarci il vostro metodo di trasformazione dell’uva?

Il nostro modo di trasformazione parte da un uva selezionata, segue una fermentazione spontanea a temperatura controllata e a seconda della tipologia viene tappato per realizzare l’ancestrale prima del termine della fermentazione stessa, o nel caso degli altri vini, completata la fermentazione in vasca, affina in acciaio e cemento con batonage ogni 2 settimane e colmature con gas inerte.

Che ruolo ha il terroir nella vostra produzione e dove sono coltivate le vostre uve?

Il Terroir è fondamentale, le nostre uve sono coltivate in posti diversi della Sicilia per tirar fuori la migliore nostra espressione di territorio. I bianchi sono coltivati tra Calatafimi e Marsala ad una altitudine che varia tra i 350 ed i 250 metri dal livello del mare e fermentano con lieviti indigeni. I rossi sono coltivati a ridosso del mare nel territorio di Licata dove è ubicata la nostra Cantina e fermentano con lieviti indigeni.

La vostra esperienza come consulenti ha influenzato il vostro approccio produttivo?

La nostra esperienza ventennale di consulenti ci ha portati a sperimentare dei vini un po’ fuori dai canoni tradizionali, abbiamo utilizzato la tecnica di ‘non togliere per aggiungere’ ma di ‘conservare ed affinare’ abbandonando anche il legno.

Che tipo di esperienze offrite ai visitatori in cantina?

In cantina offriamo la possibilità di effettuare degustazioni classiche con spiegazioni o anche esperienze sensoriali più complesse che grazie all’ artista Giovanna Colomba cerchiamo di coinvolgere tutti i 5 sensi per una esperienza che arricchisce il gusto ed il cuore. Oltre che in Cantina offriamo questa esperienza in galleria d’ arte Leonardo Da Vinci a Trapani o in location dedicate.

È la vostra prima volta al Borgo di Vino?

Questa è la nostra prima esperienza per quanto riguarda Borgo di Vino.

Come vedete il futuro del mondo del vino?

Secondo noi il mondo del vino è ad una svolta, nel senso che lo stallo delle vendite, pone in noi diverse riflessioni che ci portano a sperimentare nuovi modi di produrre vino e nuovi modi di comunicarlo.

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