L’essenza del territorio in bottiglia: Galognano, l’azienda agricola al femminile tra natura e fantasia

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Partiamo subito con una sfida: come descrivereste la vostra azienda racchiudendo tutto in un’unica frase?

L’identità in una frase: azienda agricola al femminile, vini artigianali biologici. Ci piace catturare l’essenza del nostro territorio, unirla alla nostra visione di vino, e racchiudere tutto in una bottiglia.

Una visione molto chiara e identitaria. Ma da dove parte questa avventura? Qual è il percorso che vi ha portato fin qui?

L’azienda è storicamente di famiglia, passata da mezzadria a produzione di vino e uva in massa, per poi trasformarsi nel 2010 in azienda biologica condotta da Erika, che si è focalizzata sulla produzione di piccole quantità di vini di qualità, seguendo il suo stile e la sua idea di vino.

Un cambiamento netto, dalla quantità alla qualità, abbracciando il biologico. Quali sono i valori irrinunciabili che guidano il vostro lavoro quotidiano?

Ovviamente il rispetto per la terra che viviamo quotidianamente, la gestione nel rispetto dell’ecosistema, cercando di conservare biodiversità all’ interno dell’azienda.

Entriamo nel vivo della produzione. Quali sono i vitigni protagonisti della vostra cantina e come si sviluppa il processo fino alla bottiglia?

L’azienda produce principalmente vini base Sangiovese (Chianti Colli Senesi e Igt Toscana Sangiovese, igt Toscana Rosato), ma anche una piccola parte di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Manzoni Bianco, Trebbiano e Malvasia del Chianti. I vini fermentano (anche spontaneamente) e affinano principalmente in vasche di cemento, e vengono imbottigliati in annata successiva alla vendemmia, (dopo 5-6 mesi di affinamento).

Galognano produce 7 etichette: Bianco Toscano GALò, Sangiovese ESSIRI, Rosato SANTRè, Bianco Macerato KREIS, Chianti Colli Senesi la FORESTA, Igt rosso da uve Cabernet e Sangiovese il VALENTINO, Igt Cabernet Sauvignon la VILLA.

Sarete presenti al prossimo “Borgo diVino”. Tra le vostre sette creazioni, quali avremo l’opportunità di degustare e quali considerate le più rappresentative?

Durante borgo di vino sarà possibile assaggiare quasi tutte le etichette, anche se i prodotti più rappresentativi sono indubbiamente i 4 rossi: Chianti laFORESTA, Cabernet laVILLA, Igt ESSIRI, igt ilVALENTINO

Dietro a questi vini c’è sicuramente molta tecnica, ma qual è l’elemento o l’approccio distintivo che usate durante la produzione?

La Fantasia! Ogni vino, ogni nuova annata è un esperimento e una nuova esperienza.

Oltre alla fantasia, sappiamo bene che la natura gioca un ruolo fondamentale. Come si esprime il vostro terroir nei calici che producete?

Due sono i principali fattori. Il microclima aziendale è caratterizzato da ventilazione sempre presente, vento più o meno presente in base all’esposizione, che garantisce grappoli sani, con pochi interventi fitosanitari. il terreno ricco di scheletro calcareo dona ai vini freschezza e mineralità.

Ha menzionato prima l’utilizzo delle vasche in cemento. Come riuscite a far convivere le radici storiche della vostra struttura con le moderne esigenze enologiche?

La cantina, nonostante la ristrutturazione per garantire tutti gli standard sanitari e tecnici per la produzione, e nonostante i moderni macchinari per la lavorazione delle uve, è comunque una cantina “antica”, con vasche in cemento senza controllo delle temperature, dove le fermentazioni sono dettate dalla stagionalità e dalla complicità dei grossi vecchi muri, capaci di trattenere fresco o caldo nel momento giusto.

Offrite la possibilità agli appassionati di venire a scoprirlo di persona?

Ospitiamo turisti per conoscere la cantina e passeggiare nella campagna.

Per concludere, che direzione sta prendendo la vostra azienda? Quali traguardi vi siete prefissati per il futuro?

La scelta è quella di produrre meno, con attenzione alla qualità, e cercare di ospitare sempre più persone che possano vedere con i propri occhi tutte le fasi di lavorazione, e vivere quello che è realmente la produzione di vino artigianale.

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