Maso Grener: una storia di famiglia, “viticoltura ragionata” e passione sulle colline di Pressano

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Leggendo la vostra storia, si percepisce subito che Maso Grener è il coronamento di un sogno lungo una vita. Come ha preso forma questo progetto?

 La storia di Maso Grener inizia negli anni ’70, quando io e Fausto ci siamo incontrati e frequentati durante gli studi presso la scuola di Enologia a San Michele all’Adige, in Trentino. Tutti e due abbiamo nel nostro DNA l’origine contadina e le nostre famiglie vantano una tradizione storica nel settore viti-enologico: già nel 1500 la famiglia di Cinzia coltivava i vigneti nei pressi della città di Trento, mentre il bisnonno di Fausto, a fine 1800, si occupava di commercio del vino a Faver, in Valle di Cembra. Terminati gli studi in Enologia, abbiamo iniziato a operare nel settore vitivinicolo, mantenendo i contatti sia professionali che umani. Nel 1994 ci siamo uniti in matrimonio e sono nate le nostre due figlie, Sonia ed Elena. Cinzia si è dedicata alla famiglia e all’ospitalità, mentre Fausto ha lavorato per oltre trent’anni presso un’importante cantina cooperativa del Trentino, rivestendo diversi incarichi. Il sogno di un’attività tutta nostra, però, è sempre stato “coltivato” ed è iniziato a diventare realtà con l’acquisto di un vigneto e di una casa da ristrutturare a Pressano, nei pressi di Lavis, una delle zone storiche della vitienologia trentina. Nel 1999 nasce così Maso Grener, prima con la ristrutturazione dell’abitazione, poi nel 2006 con l’attività di ospitalità e infine nel 2013, insieme alla nostra famiglia, abbiamo completato il progetto iniziando a produrre vini ottenuti dalle uve del Maso. Oggi possiamo contare su circa 6 ettari, di cui 3,5 coltivati a vigneto e i restanti a frutteto e bosco.

Un percorso meraviglioso. Quali sono i valori e i principi agricoli che guidano il vostro lavoro in questo ecosistema?

Nel nostro operato siamo guidati dalla sostenibilità e dal profondo rispetto per il ritmo della natura e per la naturale biodiversità. I vigneti di Maso Grener sono coltivati seguendo i principi di quella che definiamo “viticoltura ragionata”. Adottiamo, infatti, molte buone pratiche della coltivazione biologica e biodinamica, con il chiaro obiettivo di produrre le uve in perfetto equilibrio con l’ecosistema di cui fanno parte.

Parliamo dei frutti di questa “viticoltura ragionata”. Quali sono le varietà che coltivate e come scegliete di vinificarle?

Lavoriamo principalmente con uve bianche, soprattutto lo Chardonnay, che è presente da più di un secolo sulle colline Avisiane. Abbiamo scelto di vinificarlo in vari modi per esaltarne ogni sfumatura: in unione al Sauvignon in acciaio, per una beva fresca e pulita; in botti piccole di rovere per valorizzare le uve delle vigne più vecchie e ottenere un prodotto atto a un maggiore invecchiamento; in anfore di gres con macerazione prolungata sulle bucce per donare maggiore complessità; e infine spumantizzato, come Metodo Classico Brut Nature. Abbiamo anche scelto di valorizzare la Nosiola, varietà autoctona del Trentino, su cui stiamo investendo per i progetti futuri. Come varietà a bacca nera, invece, coltiviamo con orgoglio il Pinot Nero.

A Borgo diVino, il pubblico avrà l’occasione di assaggiare alcune di queste eccellenze. Quali etichette porterete in degustazione?

Per noi il vino più rappresentativo è senza dubbio la Nosiola, che porteremo in assaggio proprio perché è una varietà che caratterizza il nostro territorio e che beneficia moltissimo del terroir ricco di Pressano. Anche il Pinot Nero, però, è motivo di grande orgoglio. Durante Borgo diVino sarà infatti possibile degustare la nostra etichetta “Vigna Bindesi” Pinot Nero, proveniente da vigne di oltre 45 anni.

Per ottenere vini di questo livello, come operate in cantina? Quali sono le vostre tecniche di produzione?

Il nostro lavoro in cantina è caratterizzato da pochi interventi, allo scopo di mantenere integro il frutto e raggiungere una buona pulizia e freschezza. Per le fermentazioni inoculiamo lieviti indigeni e facciamo una breve macerazione a freddo di alcune ore su tutti i vini. Lavoriamo con l’acciaio, con il legno (sia rovere che acacia) e da qualche anno anche con le anfore di gres. In quest’ultimo caso la macerazione dura circa 3 mesi e, all’imbottigliamento, il vino non viene filtrato.

Avete citato prima i terreni di Pressano e la Vigna Bindesi. Quanto è antico e determinante il terroir per le vostre uve?

È fondamentale. I vigneti di Maso Grener si trovano a Pressano, in una zona ricca di storia per la viticoltura trentina. Il suolo dove coltiviamo è caratterizzato dalle tipiche terre della zona, la cui origine è costituita da rocce sedimentate, strati ricchi di arenarie, marne e dolomiti calcaree formatesi oltre 240 milioni di anni fa. Le nostre uve Chardonnay, Sauvignon e Nosiola sono coltivate nel cru “Vigna Tratta”, caratterizzato da terreno di origine siltitica e dolomitica, che garantisce ai vini una spiccata eleganza, equilibrio, note minerali e longevità. Il Pinot Nero si trova invece a “Vigna Bindesi”, un cru che domina dall’alto la Valle dell’Adige e si distingue per il colore bruno-rossastro del suolo, prevalentemente di origine siltitica. Le terre rosse del Werfen donano a questo vino una grande eleganza, profumi fini e dolci, e un gusto fragrante che ricorda i piccoli frutti e si eleva nel tempo, pur mantenendolo fresco e vibrante.

Un territorio che fa venire voglia di essere visitato. Tra accoglienza in cantina e appuntamenti esterni, come vi interfacciate con il pubblico?

Amiamo accogliere i nostri ospiti in azienda: li portiamo a visitare il vigneto e facciamo assaggiare i nostri vini accompagnandoli con un tagliere di prodotti tipici del territorio. Per quanto riguarda gli appuntamenti esterni, partecipiamo principalmente ad eventi diretti al consumatore, concentrandoci per il momento soprattutto nel Nord e Centro Italia.

Per concludere questa bellissima chiacchierata, verso quali traguardi è proiettato il futuro di Maso Grener?

Il nostro impegno degli ultimi anni, che guiderà anche i nostri passi futuri, è strettamente legato allo sviluppo del settore dell’accoglienza, che per noi sta diventando sempre più importante. Insieme a questo, c’è la ferma volontà di rafforzare e coltivare ogni giorno di più il legame con il meraviglioso territorio di cui facciamo parte.

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