Naturalmente Selvatico: Viaggio tra tradizione, memoria e innovazione alla scoperta della Visciolata del Cardinale

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Se doveste descrivere l’essenza della vostra azienda e dei vostri prodotti racchiudendola in una sola frase, quale sarebbe?

Naturalmente selvatico.

Ma qual è la genesi della vostra realtà? Come avete iniziato questo percorso?

È nato dalla passione che ci ha trasmesso nostro padre, che riprendendo un’antica ricetta di famiglia, deliziava amici e parenti con quello che ora è il nostro cavallo di battaglia: la Visciolata del Cardinale, bevanda a base di mosto d’uva fermentato e visciole, vino da dessert tipico della provincia di Ancona.

Leggendo la vostra storia, si percepisce un forte legame con il passato e il territorio. Quali sono i principi profondi che guidano il vostro lavoro quotidiano?

Fondiamo il nostro lavoro sul passato di ogni persona che incontriamo… sul ricordo di una nonna che metteva visciole e zucchero al sole ogni giorno… Sul vecchio contadino del paese che in cantina preparava il vì de visciola da stappare nelle grandi occasioni.. Sulla carezza delicata di un’acquavite che profuma di ogni primavera, sull’acidità di un frutto acerbo appena raccolto dal suo ramo… Sulla spumeggiante freschezza di una birra dai sapori nuovi ed originali, amara e dolce come la vita.. fondiamo il nostro lavoro sulla morbidezza di un panettone da condividere con le persone più care… fondiamo il nostro lavoro su di Voi… che ricevete ogni giorno la nostra dolcezza!

Parliamo dei vostri prodotti. Oltre al vostro famoso vino da dessert, quali altre creazioni ruotano attorno a questo frutto speciale?

Il nostro prodotto principale è un vino da dessert, denominato Visciolata del Cardinale, che non è altro che una bevanda a base di mosto di uve rosse fermentato e visciole. Attorno a questo frutto, abbiamo creato diversi prodotti: acquavite di visciola barricata e non, bevanda a base di mosto di uve rosse fermentato e visciole con successiva infusione di erbe e spezie (simile ad un vermouth), gin di visciola, birra artigianale di visciola, confettura extra di visciole, visciole intere nel loro succo…

Per fare chiarezza sulla vostra ampia gamma, come si dividono esattamente le vostre etichette tra mondo del vino e altre categorie?

Visciolata del Cardinale è l’unico vino, pur essendo da dessert. Gli altri prodotti rientrano negli spirits e nei prodotti da pasticceria (confetture, visciole in succo, ecc…)

Ci raccontate nel dettaglio come prende vita la Visciolata del Cardinale? Quali sono i passaggi chiave e i tempi di questa lavorazione?

Nel nostro vino c’è un’accurata scelta delle uve rosse, che principalmente sono rappresentate da uve Sangiovese, Montepulciano e Cabernet Sauvignon. La lavorazione è molto lunga. Nel mese di giugno le ciliegie selvatiche, raccolte a mano, vengono poste in contenitori di acciaio inox con lo zucchero ed esposte al sole a fermentare per circa 50 giorni. Terminata la fermentazione il succo prodotto viene separato dalle visciole e posto nelle botti di acciaio inox. Le ciliegie invece vengono aggiunte al mosto di uve rosse per fermentare ulteriormente fino a febbraio. Alla fine del mese di febbraio il succo conservato nelle botti viene aggunto al mosto che nel frattempo è diventato vino. Il prodotto resta in affinamento nelle botti per sei mesi e poi imbottigliato. Dopo ca. 2 mesi di affinamento in bottiglia, la Visciolata del Cardinale è pronta per la vendita.

Un processo affascinante. In tutto questo, quanto influisce il territorio e il suo microclima sull’anima di ciò che mettete nel calice?

Il terroir è l’anima dei nostri prodotti. I nostri vigneti/viscioleti sorgono su suoli argillosi, che conferiscono struttura al prodotto finale. Il clima collinare, con le sue escursioni termiche, favorisce una maturazione lenta e completa delle uve e delle visciole, preservando freschezza e profumi. L’esposizione e l’altitudine contribuiscono a dare equilibrio ed eleganza. Il nostro compito è rispettare queste caratteristiche, intervenendo il meno possibile in cantina per lasciare che il territorio si esprima nel calice.

Qual è, dunque, la vostra filosofia produttiva una volta che le uve e le visciole varcano le porte della cantina?

La nostra cantina è molto legata alle tradizioni produttive, senza però tralasciare un minimo di innovazione nei processi.

Per gli appassionati che desiderano immergersi in questo mondo di persona, che tipo di accoglienza ed esperienze offrite in azienda?

Chiunque venga in cantina ha sempre inclusa una breve degustazione gratuita offerta da noi, per comunicare al cliente finale, questo straordinario ma anche particolare mondo della visciola marchigiana. Si possono comunque organizzare tour guidati in cantina, comprendendo anche visite al borgo storico e ad altre realtà agricole territoriali, con una degustazione abbinata a prezzo concordato preventivamente.

E per chi non può raggiungervi nelle Marche, dove possiamo trovarvi e assaggiare i vostri prodotti in giro per l’Italia?

Partecipiamo sia a fiere internazionali presenti sul nostro territorio (principalmente Pitti Taste a Firenze) sia a tanti mercatini/manifestazioni presenti nel territorio italiano, soprattutto nei borghi storici e nelle città d’arte.

Per concludere, diamo uno sguardo al domani. Ci sono novità in cantiere o nuovi prodotti che state per lanciare sul mercato?

La nostra cantina guarda al mercato con apertura e dinamismo, senza rinunciare alla qualità e all’identità del nostro territorio. Come progetti futuri, abbiamo in serbo la realizzazione di un bitter di visciola e di nuove caramelline con interno di gin, denominate perle.

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