Opificio della Badante: il piacere e la necessità di bere bene, tra vermouth e materie prime d’eccellenza

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Per iniziare a conoscere Opificio della Badante, se doveste descrivere la vostra identità e la scintilla che ha dato il via alla vostra storia in una sola frase, quale sarebbe?

Tutto nasce da un concetto molto semplice ma per noi fondamentale: dal piacere e la necessità di bere bene. È questa la vera essenza della nostra realtà e la nostra storia.

Un punto di partenza essenziale e condivisibile. E per garantire questo “bere bene”, quali sono i valori su cui basate il vostro lavoro quotidiano?

Il nostro valore assoluto è la massima cura nella scelta delle materie prime e, naturalmente, nella loro lavorazione. Non scendiamo a compromessi su questo.

Siete focalizzati su una tipologia molto affascinante, giusto? Quali sono le vostre etichette?

Esattamente. Ci dedichiamo alla creazione di vini rinforzati e aromatizzati. Proponiamo Vermouth dry, e in particolare abbiamo “Daniel e il castagno” e il “Rosso Ornella”.

La produzione del vermouth è un’arte complessa e antica. Quali sono le tecniche di produzione che caratterizzano il vostro opificio?

Lavoriamo esclusivamente tramite infusione e macerazione di soli ingredienti essiccati, senza utilizzare alcuna tintura o essenza artificiale. Per i nostri vermouth eseguiamo una doppia estrazione: una viene fatta in alcol e l’altra avviene direttamente nel vino, utilizzando una caldaia di ammostamento a temperatura controllata.

Spesso quando si pensa al vermouth si sottovaluta il ruolo del vino di partenza. Quanto conta per voi il terroir in questo ambito?

Conta tantissimo ed è una componente molto importante. Non dobbiamo mai dimenticare che il vermouth è composto per il 75% da vino, quindi la base di partenza e il territorio hanno un peso cruciale sul risultato finale.

Con queste tecniche così precise e mirate, come definireste il vostro rapporto tra tradizione e innovazione?

Lo definiremmo con una sola parola: simbiotico. Le due anime convivono e si nutrono a vicenda.

Avete un laboratorio dove create queste particolarità. Offrite al pubblico la possibilità di venire a scoprirlo da vicino?

Sì, certamente. Proponiamo la visita al nostro laboratorio, dove offriamo una spiegazione dettagliata del processo produttivo, il racconto della nostra storia e, come conclusione ideale, gli assaggi diretti dei nostri prodotti.

Oltre all’accoglienza in laboratorio, vi interfacciate con il pubblico anche all’esterno? E quali sono i vostri obiettivi per il prossimo futuro?

Siamo attivi partecipando a fiere, degustazioni ed eventi privati. Per quanto riguarda i nostri progetti futuri, la nostra risposta al mercato è continuare a puntare fortemente sulla qualità. Essendo partiti da appena un anno, il nostro obiettivo principale in questo momento è semplicemente quello di farci conoscere il più possibile.

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