Podere Casetto: quattro generazioni tra rispetto per l’ambiente e la ricerca della perfezione nel calice

Facebook
Email
LinkedIn

Se vi chiedessimo di racchiudere l’identità della vostra realtà in una sola frase, quale scegliereste?

Siamo, in sintesi, un’azienda familiare che punta costantemente alla qualità e al massimo rispetto dell’ambiente.

Famiglia e ambiente. Da quanto tempo portate avanti questa visione?

La nostra è una vera e propria vocazione tramandata nel tempo: siamo un’azienda di famiglia attiva da ben quattro generazioni.

Un’eredità storica importante. Quali sono i valori profondi che vi guidano ogni giorno tra i filari e in cantina?

Il nostro faro è la ricerca continua della perfezione. Questo si traduce in una gestione del vigneto estremamente meticolosa e nella volontà di valorizzare al meglio le nostre uve in fase di vinificazione.

Quali sono i vini che proponete e quali etichette rappresentano oggi la vostra punta di diamante?

La nostra gamma è composta dal Ristorno 2025, che è un IGT Toscana Bianco, e sul fronte dei rossi dal Giovanni Biliotti (annate 2024 e 2025), un IGT Toscana Sangiovese, e dal nostro Chianti Classico 2024. Se dovessimo indicare le etichette su cui puntiamo maggiormente in questo momento, diremmo sicuramente il bianco Ristorno 2025 e il nostro Sangiovese Giovanni Biliotti 2024 e 2025.

Ci svelate qualche dettaglio della produzione?

Assolutamente sì, abbiamo procedure molto specifiche. Per il Ristorno 2025 effettuiamo una stabulazione pre-fermentativa del mosto a freddo, per poi passare a una fermentazione con macerazione di uva appassita. Per il rosso Giovanni Biliotti, sia 2024 che 2025, operiamo invece con la macerazione a freddo e la macerazione carbonica.

Il controllo delle temperature sembra centrale nel vostro approccio tra tradizione e innovazione. Perché questa scelta mirata sul freddo?

Il freddo è un alleato prezioso per noi. Ci aiuta a estrarre molto più frutto nei rossi, mentre nei bianchi ci permette di far emergere i precursori aromatici, donando al vino una grande complessità.

E per quanto riguarda la terra da cui nascono queste uve? Come si esprime il vostro terroir?

Il nostro suolo ha caratteristiche molto particolari che incidono direttamente nel calice. La presenza di argilla, ad esempio, è fondamentale per dare un’ottima struttura ai vini rossi.

Con una qualità simile, è fondamentale farsi conoscere. I nostri lettori hanno modo di venirvi a trovare o di incontrarvi in giro per l’Italia?

Certo! In azienda offriamo la vendita diretta accompagnata dalla degustazione. All’esterno, poi, siamo un’azienda molto attiva e partecipiamo a numerose manifestazioni: ci potrete trovare a Borgo diVino in tour, Il Bontà e Gusto Divino a Cremona, Stravino a Villa Castelletti a Signa, Lucca in Vino, Erba in Vino, Legnano in Vino, Il Gusto Toscano a Firenze, Borgo DiVino classico, Bevo Castellina a Castellina in Chianti e l’Expo del Chianti Classico a Greve.

Un calendario di eventi davvero ricchissimo! Con questo dinamismo, quali sono i vostri progetti per il futuro?

Il nostro obiettivo è mantenere una produzione di nicchia e ricercata, concentrandoci sulla vendita in fiere e direttamente qui in azienda. Inoltre, miriamo a investire proprio nella ricezione.

Leggi altri articoli

Indice dei contenuti