Ritorno all’essenza in Valpolicella: intervista a Cavarena, la cantina artigianale nascosta tra i boschi dell’alta collina

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Per inquadrare subito la vostra realtà, come descrivereste la vostra identità racchiudendola in una sola frase?

Vini rossi artigianali di alta collina – Valpolicella Classica

C’è un percorso di vita molto forte dietro la vostra cantina, fatto di scelte radicali e ritorni alla terra. Come è nata l’avventura di Cavarena?

Sono contadino da parte di Madre e per questo mi sono laureato in Scienze Agrarie a Padova, esercitando la professione per molti anni. Siamo proprietari di questa terra di 3,5 ha in alta collina dai primi anni 70. Fin da subito abbiamo piantumato un uliveto gestito in famiglia.

Nei primi anni 2000 incontro Cristina originaria della Valle. Una vita passata a lavorare in amministrazione. E’ stato un lampo: Cristina lascia l’ufficio e sceglie di imparare il mestiere di contadino lavorando a tempo pieno in campagna. Piantiamo le vigne vendendo l’uva per finanziarci ma immaginando un giorno di avere la nostra cantina e produrre vini che esprimano il potenziale della nostra terra. Nel 2011 iniziamo a costruire la cantina. Un impegno enorme, molti sacrifici. Anni di studio e di microvinificazione per mettere a punto i processi e i vini. Dal 2019 siamo finalmente in bottiglia con le nostre etichette. Inizialmente 2 vini; oggi 6 vini rossi. Dal 2022 Riceviamo gli ospiti in cantina. Sta andando bene ma dobbiamo migliorare la visibilità. Cavarena è un angolo di paradiso ma è nascosta tra i boschi e gli ulivi e ci trova solo chi ci cerca. Non facciamo attività sui social media. Vediamo come va la partecipazione a BorgodiVino. Si impara sempre qualche cosa di nuovo

Si percepisce una visione lucida e un po’ controcorrente rispetto alle mode di oggi. Quali sono i valori fondanti che vi guidano in questo mestiere?

Facciamo il mestiere e la vita che abbiamo scelto e ci piace condividerli con chi ci fa visita in cantina. Pensiamo che il vino debba essere rifondato. Troppo Marketing, troppo “Story Telling”, troppe Iperboli, troppe mode.

Dobbiamo tornare all’ESSENZA sia nello stile dei vini sia nel modo in cui ne parliamo.

Senza dimenticare che il vino è in fondo un pretesto, una scusa, per aprire finestre su molto altro. Su molto di più.

Veniamo a quello che c’è nel calice. In una zona rinomata come la Valpolicella, come si articola la vostra produzione?

6 Etichette tra DOC, DOCG e IGT VERONA: VinRosso; Quara Alta, Valpolicella Ripasso, Loa Rossa, Amarone della Valpolicella e….Masua Regia.

6 Vini per una piccola Cantina sono tantissimi! Ma per noi non è un problema perchè l’Artigiano è abituato a “ricamare”. Curare i dettagli, dedicare attenzioni ad ogni fermentazione e poi ad ogni botte fino alla bottiglia: un piacere profondo.

Sarete protagonisti della prossima tappa di Borgo diVino. Tra tutte queste “creazioni ricamate”, quali porterete in assaggio per il pubblico?

Per esigenze di sintesi presenteremo 4 vini:

Quara Alta IGT Verona 2021 13 ° vol

Valpolicella Ripasso DOC 2020 14 ° vol

Loa Rossa IGT Verona 2019 14,5° vol

Amarone DOCG 2020 16,5 ° vol

Avete accennato a un ritorno all’essenza. Come si traduce questo approccio pratico nelle vostre tecniche di produzione in vigna e in cantina?

Poca tecnologia ma molte buone pratiche spesso abbandonate dalle cantine più grandi dove c’è la comprensibile tendenza a semplificare e a razionalizzare…..

Noi siamo piccoli e riusciamo a curare molto l’uva con un lavoro maniacale in vigna.

Portiamo a caso solo l’uva eccellente ( nelle annate sfavorevoli accettiamo di perdere una parte del prodotto) che avviamo ad una estrazione spinta per trasferire nel vino la qualità che abbiamo nelle bucce e nei semi.

Tra le pratiche distintive del nostro modo di fare il vino segnaliamo:

  • appassimento delle uve fatto in fruttaio tradizionale senza tecnologie che accelerano l’appassimento.
  • temperature di fermentazione molto più basse di quelle in uso nella pratica.
  • delestage quotidiano su tutti i vini.

Affinamento in legno discreto e mai invasivo perchè vogliamo emerga il potenziale dei vitigni

Siete a 450 metri di altitudine, una quota non banale. In che modo questo specifico “terroir” forgia il carattere dei vostri vini?

La terra di Alta Collina è magra e sassosa. Molto Calcare. L’ esposizione a Sud con una leggera rotazione a Est ci consente di portare le uve a maturazione fenolica nonostante l’atitudine di 450 m. Godiamo delle brezze di Collina che rendono l’ambiente molto salubre per le piante ma anche per l’uomo. Alcuni elementi distintivi dei nostri vini: Buona Acidità che da tensione al vino, Sapidità marcata, Eleganza, Bevibilità

Molte realtà odierne rincorrono a tutti i costi l’ultima frontiera tecnologica. Voi come vi posizionate nel dibattito tra tradizione e innovazione?

Per la formazione e per la storia che ho, mantengo un orientamento all’approfondimento, allo studio. Tuttavia l’idea di vino che abbiamo non concede molto spazio per l’innovazione. Dobbiamo concentrarci a fare ancora meglio quello che si è sempre fatto. Punto.

La tecnologia nelle lavorazioni artigianali ti porta fuori strada.

Visto che la vostra azienda è nascosta tra boschi e ulivi, quanto è vitale per voi il rapporto diretto e l’accoglienza degli appassionati?

Sì è l’unico modo con cui ci facciamo conoscere e che ci consente di vendere i nostri vini. 

I risultati sono ottimi: chi viene da noi va a casa felice, appagato e con qualche buona bottiglia nel bagagliaio.

A proposito di farsi conoscere fuori dalla cantina, ci avete anticipato di Borgo diVino. Avete partecipato ad altri eventi simili in passato?

Borgo diVino è per noi la prima esperienza.

Un approccio fieramente artigianale che punta a una nicchia specifica. Quali sono, dunque, i prossimi passi per Cavarena?

A noi le tendenze di mercato non interessano. Siamo convinti che la nostra proposta sia equilibrata perchè c’è una nicchia di mercato che cerca vini buoni non convenzionali e non commerciali. Vogliamo essere tra i bravi in quel segmento. Abbiamo il progetto di costruire qualche stanza da gestire con la normativa sull’agriturismo.

Anche questa iniziativa va nella direzione di condividere con i nostri ospiti quello che facciamo e quello che siamo.

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