Tra Langhe e Monferrato, l’eredità e la visione contemporanea di Beppe Marino

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Com’è iniziata la vostra avventura/passione nel mondo del vino?

L’azienda Beppe Marino nasce nel 1972 a Santo Stefano Belbo, comune situato tra Langhe e Monferrato e zona tipica di produzione del famoso Moscato d’Asti.
L’unità familiare è il segreto dell’azienda: insieme alla moglie Rosalba e al figlio Maurizio, Beppe coltiva i suoi vigneti situati a 400 mt. sul livello del mare, tra le colline di Santo Stefano Belbo, di Mango d’Alba e di Castelnuovo Calcea.
Nel 2016 Beppe Marino trasferisce la sua cantina all’interno del Monastero della Congregazione delle Figlie di San Giuseppe, conosciuto anche come “Monastero delle suore del vino bianco”, un luogo ricco di fascino e legato al territorio da una lunga tradizione.

Quali sono i vostri valori e la filosofia che vi guidano quotidianamente?

Famiglia, tradizione e innovazione. Ogni dettaglio è fondamentale e in Azienda nulla viene lasciato al caso, l’idea alla base di tutto è quella di non creare mai vini banali, ogni bottiglia deve esprimere una visione originale o la reinterpretazione di un grande classico.

Che tipi di vini producete? Quali sono le vostre etichette principali?

 Ci troviamo perfettamente a metà tra la zona delle Langhe e del Monferrato. Per questo motivo la nostra produzione comprende vini provenienti da entrambi i territori. Il Moscato d’Asti è il punto da cui tutta la nostra storia nasce e con il nostro “Moscato d’Asti – MURAY” cerchiamo di preservare la tradizione di questo vino. New entry da circa tre anni è il “CANELLI DOCG MOSCATO- CAPITOLO UNO”, un vino a base moscato nato da una volontà di creare una produzione di nicchia, cercando di ricreare la stessa sensazione di mordere in un vero e proprio grappolo maturo di uva Moscato.
Per quanto riguarda i vini rossi, la massima produzione è di Barbera d’Asti da cui otteniamo selezioni differenti. È dalla Barbera che ricaviamo i nostri tradizionali vini rossi che vanno da sapori più giovani a quelli più strutturati e complessi. La sua massima espressione la troviamo nel “Nizza Riserva Quattrofilari”, denominazione nata da uve barbera con l’obbiettivo di esaltarne al massimo i suoi sapori. Un vino in cui l’attenzione al dettaglio, la cura nel tempo e la passione sono gli ingredienti principali. Un vino che deve essere un’esperienza, un qualcosa che esca fuori dagli schemi.
Appartenente alla stessa linea di eccellenze, abbiamo anche l’ “ALTA LANGA DOCG RISERVA BRUT – DUE BOLLICINE”. Uno spumante metodo classico composto da uve chardonnay e pinot noir ricavato da un lungo ed attento affinamento di oltre 40 mesi.
Come altri vini bianchi secchi di nostra produzione, consigliamo anche un “PIEMONTE DOC CHARDONNAY” per sapori più classici e tradizionali o, in alternativa il “PAREJ”, un vino bianco fermo dai sentori aromatici per chi ama osare un po’ di più.

Seguite particolari tecniche di produzione che contraddistinguono i vostri vini?

I nostri metodi classici di produzione hanno l’obbiettivo di portare innovazione pur preservando sempre la tradizione.

In che modo il terroir influenza i vostri vini?

Per quanto riguarda i vini rossi, i terreni sono composti da argille, calcare. Qui è facile trovare piccole conchiglie e affioramenti fossili, prove straordinarie del fatto che nel Pliocene queste colline furono sommerse dal mare. Queste caratteristiche, combinate con la presenza di colline con pendenza più dolce, fanno sì che siano terreni perfetti per la coltivazione dell’uva da vini strutturati e longevi.
Per i vitigni aromatici invece il terreno è prevalentemente composto da argille, marne e calcare. I nostri vigneti si trovano ad un’altezza di 350 metri, altezza perfetta sulle nostre colline in quanto offrono un microclima particolare, con variazioni di temperatura favorevoli all’aromatico
sviluppo delle uve.

Offrite esperienze di degustazione in cantina?

Si, da qualche anno abbiamo deciso di coltivare di più questo aspetto, cercano di portare il più possibile il cliente all’interno del nostro mondo.

Come cercate di coinvolgere attivamente i visitatori?

 Le nostre visite sono pensate per seguire al massimo il cliente. Esperienze personalizzate che partono dalla visita in cantina e terminano con la degustazione dei vini di maggior interesse. Durante il percorso l’obiettivo è proprio quello di condividere al meglio la storia, la passione e le varie tecniche di lavorazione tramandate di generazione in generazione.

Come vedete le attuali tendenze del mercato del vino?

Negli ultimi anni abbiamo notato che il consumo del vino è calato, le persone bevono meno vino, ma scelgono sempre più qualità ed esperienza. La nostra cantina è un’azienda familiare ed i nuovi sviluppi vanno a rafforzare un pensiero da sempre presente nella nostra realtà: il rapporto umano, il servizio offerto e l’esperienza vissuta sono valori inestimabili che durano nel tempo e resistono ai vari cambiamenti nel tempo.

Quali sono i vostri progetti futuri? Ci sono nuove etichette, varietà di uva o iniziative che state
pianificando?

Il progetto più grande ad oggi è quello di migliorare sempre di più dal punto di vista dell’accoglienza, cercando sempre nuove modalità per far vivere ai nostri clienti la migliore esperienza in cantina e con i nostri vini.

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