Il racconto dei produttori

Vini Ferretti: l’arte della viticoltura

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Com’è iniziata la vostra avventura/passione nel mondo del vino?

La storia della nostra azienda risale agli anni ’70 quando il nostro papà Luigino (Gino) ha
deciso di proseguire l’attività agricola del suo nonno Domenico (Mini), il quale aveva iniziato già dal 1928 ad acquistare i primi terreni e impiantare nuovi vigneti. Attualmente ad occuparci dell’azienda insieme a Luigino ci siamo noi, i suoi figli, Davide già dal 2000 e Piera tornata in azienda dal 2015.

Quali sono i vostri valori e la filosofia che vi guidano quotidianamente?

Siamo nati e cresciuti nel Monferrato Astigiano, da sempre il vino e la sua produzione fanno parte del nostro quotidiano. Già dall’inizio il legame con il territorio ha tracciato la strada. Il rispetto per le nostre colline e la nostra terra è da sempre uno dei pilastri su cui si fonda la nostra produzione. In questo momento storico è un argomento molto attuale, ma per noi è sempre stato il più importante punto di partenza. Già dagli anni ’90 abbiamo scelto di sottostare a protocolli di produzione che avessero un’attenzione particolare alla sostenibilità, dal 2018 abbiamo ottenuto la certificazione S.Q.N.P.I. come produzione integrata. Le nostre scelte sostenibili si estendono sia alla produzione in vigneto che a quella in cantina.

Che tipi di vini producete? Quali sono le vostre etichette principali? 

Produciamo vini tipici della nostra zona. Principalmente Barbera in diverse tipologie: Barbera d’Asti Superiore docg, Barbera d’Asti docg e Barbera del Monferrato doc. Ma anche Grignolino d’Asti doc e Piemonte Cortese doc.

Seguite particolari tecniche di produzione che  contraddistinguono i vostri vini?

Le nostre produzioni sono classiche per vini fermi di pronta beva o da invecchiamento, a
seconda delle diverse tipologie di vino.

In che modo il terroir influenza i vostri vini?

Siamo nel cuore del Monferrato Astigiano, territorio tipico di produzione della Barbera, che secondo noi è il vino che più rappresenta il nostro territorio, spigoloso, a volte impervio, ma mai banale o noioso, insomma un territorio dalle mille sfaccettature, esattamente come il vino che maggiormente lo rappresenta.

Tradizione e innovazione: come bilanciate questi due aspetti?

Non è facile il bilanciamento tra tradizione e innovazione, per certi versi e a prima vista sembra si escludano reciprocamente. Ma a ben vedere non è così, ci sono tecniche tradizionali che si abbandonano per un certo periodo, perché non più rispondenti ad esigenze aziendali e ai gusti del consumatore, ma che non bisogna mai perdere di vista per poterle rispolverare se necessarie. Nuove tecniche di produzione di vini bianchi e rosati che ci permettono già in fermentazione di lavorare con un prodotto più pulito, che permette di “catturare” e mantenere nel tempo tutti i profumi e i sapori tipici del prodotto di partenza.

Offrite esperienze di degustazione in cantina?

Siamo attivi con visite e degustazioni in cantina e passeggiate nei vigneti.

A che tipi di eventi partecipate?

Ci stiamo affacciano al mondo degli eventi fieristici solo da quest’anno e ne abbiamo ancora poca esperienza, al momento saremo con Borgo diVino in tour a Bard e Celle Ligure, per far conoscere i nostri prodotti dalle montagne al mare!

Come vedete le attuali tendenze del mercato del vino? Ci sono nuovi sviluppi che influenzano la
vostra produzione o strategia di marketing?

Il cambiamento delle abitudini di vita delle persone ha indubbiamente influenzato anche i loro consumi e naturalmente anche il consumo di vino, in questi ultimi anni, ha subito delle
oscillazioni. Il consumatore è più curioso e attento al vino che sceglie di bere. La tendenza ad un consumo più responsabile, non solo in termini di quantità è la tendenza che ci sembra più evidente. Per quanto ci riguarda abbiamo sempre cercato di produrre in modo sostenibile, cercando di utilizzare tecniche poco impattanti su suoli ed ecosistemi. Ad esempio, non utilizzando diserbanti, recuperando le acque piovane per i trattamenti in vigneto, utilizzando l’energia del nostro impianto fotovoltaico per la nostra cantina, riducendo la produzione di rifiuti utilizzando bottiglie più leggere per il confezionamento dei vini non da invecchiamento.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Riuscire a farci conoscere da un pubblico più ampio, che ci scelga per il piacere di bere un
buon vino della tradizione astigiana.

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